Tecla Merlo - In cammino verso la Beatificazione
Omelia di don Giacomo Alberione



Meditazione di Don Giacomo Alberione alla comunità di Roma,
in occasione della morte di Maestra Tecla
 
Roma, 7 febbraio 1964

Ricordiamo le parole della Sacra Scrittura: «La mano del Signore sopra di me» (Is 61, 1). Così poté dire la Prima Maestra Tecla.
 
Il Signore creando l‘anima di lei la predestinò a santità e ad accompagnare molte anime nella via della santità, e la fornì di molte doti. Poi al fonte battesimale lo Spirito Santo le infuse particolari grazie, per la sua missione futura, e così pure fece successivamente, a suo tempo, per mezzo dei sacramenti della Confessione e Comunione.
 
La piccola pianticella fu circondata da cure attente in famiglia, in parrocchia, nella scuola e in tutti gli ambienti in cui si trovava. Sempre docile, sempre generosa. Più tardi conobbe la vita religiosa frequentando la scuola di lavoro dell‘Istituto Sant‘Anna.
 
Era una figliuola debole di salute, malaticcia. Ma il Signore fa quello che vuole, servendosi di chi vuole. Occorre pensare che la santità trova sempre la sua base nella condotta e nella vita saggiamente umana. (…) Chiamata da Dio, a circa vent‘anni, per una missione speciale, si unì al piccolo gruppo di giovanette che si preparavano a diventare, a suo tempo, le Figlie di S. Paolo.
 
Era molto gracile di salute, tanto che quando iniziò la nuova vita si dubitava che potesse continuare. In essa infatti subito cominciò a mostrare la sua debolezza fisica e le sue infermità. Ma il Signore intervenne anche in questo; così che con la grazia divina, con la sua fortezza e prudenza arrivò fino a settant’anni, lavorando assiduamente con molti impegni delicati e continui; sempre debole, ma sempre forte, quando per il suo ufficio occorreva fortezza.
 
Il tirocinio dell‘Istituto delle Figlie di San Paolo fu laborioso: si trattava di una missione nuova. In quel tempo la Prima Maestra fu largamente istruita dal Canonico Chiesa, per cui ella allargò la sua mente e il suo cuore verso le anime e imparò a conoscere i mezzi tecnici e la loro importanza per la diffusione del bene.
 
Fu pure un‘ottima catechista nella Parrocchia dei Santi Cosma e Damiano, in Alba. Fin d‘allora alle virtù cristiane aggiungeva l‘esercizio delle virtù religiose.
Cosi preparata ed amata per la sua bontà, sempre umile ed esemplare, fu incaricata della cura della comunità, e compì questo suo ufficio fino all‘ultimo della sua vita.
Ora crediamo che protegga la sua Congregazione dal cielo.
 
Nel suo governo usava più che altro l‘esempio e considerava la preghiera come mezzo insostituibile. Il suo comando era soave. Tutte le Figlie di S. Paolo possono testimoniarlo.
 
Per le Figlie di S. Paolo si trattava di una vocazione nuova. Ella le dirigeva e sosteneva. Nelle difficoltà era sempre come l‘olio negli ingranaggi. A Torino un giorno disse: «D‘ora in poi precederò queste figlie, per incoraggiarle, per difenderle dai pericoli e insegnare come presentarsi e come comportarsi nella propaganda dei libri». La preparazione delle Costituzioni, le approvazioni, le chiese, le case nuove, il crescere continuo delle vocazioni, le amministrazioni, ecc. in un nuovo Istituto, un po‘ singolare; tutto questo presentava certo molte difficoltà che ella risolveva specialmente con le adorazioni al SS. Sacramento.
 
La storia interna ed esterna dell‘Istituto, la vita di lei, le sue virtù, sono cose note: e le Figlie di S. Paolo le conoscono molto bene. Ogni giorno una pagina nuova, edificante, incoraggiante. Non solo le Figlie di San Paolo, in Italia, ne conoscono lo spirito paolino ed apostolico, ma anche quelle dell‘estero; e l‘ho constatato anche l‘anno scorso nelle case dove sono potuto arrivare con le visite.
 
Si devono rilevare due segreti della sua vita, che sono i segreti dei Santi e degli Apostoli: umiltà e fede. La Prima Maestra ebbe umiltà e fede: ecco i segreti della sua santità. Questi sono la spiegazione di tante virtù, di tanti risultati nell‘apostolato, in molte Nazioni, a cui si aggiungono altre nazioni ogni anno. Infatti anche oggi si stanno aprendo Case in nuovi Stati, per portarvi il messaggio della salvezza con gli strumenti della comunicazione sociale.
 
Umiltà da una parte che porta alla docilità. Molte volte era buio, rischioso e non apprezzato quello che le si presentava. Ma la virtù superava le difficoltà.
Fede: la fede che porta alla preghiera. Ognuno conosce, in quanto l‘ha potuta avvicinare, lo spirito di preghiera da cui ella ricavò quella saggezza di governo, che a tutti è nota.
 
L‘altro ieri, il Cardinale Protettore Larraona diceva a uno dei nostri sacerdoti: "Nella mia vita la persona più prudente che ho conosciuto è stata Madre Tecla, Maestra Tecla".
 
Bisogna anche aggiungere che si circondò di collaboratrici ben scelte; come ben scelte da lei furono le persone mandate a iniziare le Case fuori d‘Italia. Qualche volta la scelta non sembrava la più saggia; ma i fatti han dimostrato che Ella era guidata dallo Spirito di Dio. Va ricordato che aiutò tutte le iniziative, tutte le Congregazioni Paoline fino all‘ultima: le suore Apostoline. Quanti consigli ha dato negli incontri con le Suore delle altre Congregazioni Paoline, ed Ella ha voluto anche indicare l‘abito che conveniva scegliere come abito religioso per alcune di esse.
 
La Prima Maestra non era soltanto una superiora, essa è la Madre dell‘Istituto. Avrete altre superiore, che compiranno l‘ufficio e seguiranno gli esempi della Prima Maestra; non saranno però le Madri. Perciò studiarne lo spirito, ricordare i suoi esempi, leggere quello che Ella scriveva e particolarmente seguire i consigli, gli avvisi, le conferenze, che Ella sapeva presentare a tempo debito, e con maniera tanto garbata e buona che tutto veniva accolto e portato nel cuore.
 
Ora due conclusioni: la prima conclusione è suffragare la sua anima.
Le sofferenze che ha avuto nella sua vita, e le sofferenze che ha avuto nella sua ultima malattia, sono state, certamente, santificataci e purificatrici. Tuttavia noi abbiamo l‘impegno, l‘obbligo di suffragare la sua anima.
 
Questa mattina ho cominciato le Messe Gregoriane, ieri già avevo celebrato la Messa ad Albano, per sollecitare e iniziare i suffragi mediante la S. Messa. Oggi ritornerà qui la salma. Tutte devono ricordare quello che ha insegnato e gli esempi che ha dato.
 
Seconda conclusione: la Prima Maestra ha segnato la via con molti sacrifici e ha fatto dei passi difficili che, alle volte, sembravano anche rischiosi. Era debole quanto a salute, ma forte quanto allo spirito; tenace e obbediente fino al sacrificio. E il Signore sempre ha premiato la sua virtù. Perciò seguire gli esempi, seguire il suo spirito religioso e il suo spirito apostolico.
 
Quante volte esprimeva il desiderio di portare un po‘ di bene alle anime, di portare un po‘ di luce nel mondo! Essa ha seguito bene le tre devozioni principali: a Gesù Maestro, alla Regina degli Apostoli e a S. Paolo Apostolo.
 
Ecco allora: seguire la via tracciata dalla Prima Maestra, è una via che sale verso la perfezione; una via che sale, e cioè un continuo sviluppo dell‘Istituto.

 
 


Ultimo aggiornamento di questa pagina: 15-FEB-14
 

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